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Disponibile un'indagine sul GPP della Rete Cartesio

(17/09/2015)


La Rete Cartesio ha promosso un’indagine condotta dalla Regione Liguria sull’applicazione del GPP in alcune regioni italiane. Lo studio ha coinvolto 6 regioni: Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Sardegna e Veneto.
L’indagine, volta ad approfondire la conoscenza riguardante l’applicazione del GPP da parte delle regioni italiane in un’ottica di creazione di un confronto e un percorso condiviso, ha messo in evidenza lo stato dell’arte di applicazione del GPP. Solo due Regioni su sei si sono dotate di un Piano d’azione come auspicato dal Piano d’Azione Nazionale sul GPP, in particolare: Regione Emilia-Romagna e Regione Sardegna. La Regione Liguria ha supportato gli enti locali con più di 2.000 abitanti nell’adozione di Piani Triennali per gli acquisti verdi. Prevalgono le forme di acquisto centralizzate attraverso le agenzie d’acquisto regionali (Intercent-ER – Regione Emilia-Romagna; ARCA – Regione Lombardia; SUAR – Regione Liguria; CAT – Regione Sardegna).
I punti di forza degli acquisti centralizzati
• Razionalizzazione della spesa e dei fabbisogni
• Semplificazione, trasparenza e dematerializzazione delle procedure
• Orientare con maggiore forza il mercato verso l’innovazione
I punti di debolezza degli acquisti centralizzati
• Penalizzazione delle imprese più piccole
• Uniformare la domanda rende difficoltoso rispondere alle esigenze del singolo ente
• Mancanza di chiarezza circa le attuali competenze di realizzazione degli acquisti aggregati
Tra le categorie di prodotti e servizi verdi più acquistate troviamo: carta, prodotti per l’igiene e la pulizia, arredi per ufficio, mezzi di trasporto, servizi energetici, apparecchiature elettroniche, manutenzione del verde, servizi di noleggio e lavaggio biancheria, raccolta, trasporto e conferimento rifiuti sanitari.
Le Regioni ritengono le etichette ecologiche un valido strumento con valore di prova delle caratteristiche verdi di prodotti e servizi. Quelle più richieste sono: Ecolabel, FSC e PEFC, Nordic Swan, Blauer Engel, ISO 14001, EMAS, ISO 9001, OHSAS 18001. Non tutte le Regioni riscontrano una buona risposta da parte del mercato locale; il prezzo in alcuni casi viene riconosciuto superiore rispetto a quello dei prodotti tradizionali corrispondenti; mentre in altri non è percettibile la differenza; questo aspetto è legato alla maturità del settore di mercato. In questa ottica concordano sull’importanza dell’utilizzo di approcci di Life Cycle Assessment (LCA) per valutare la migliore efficacia ambientale dei prodotti verdi; poiché a fronte di un eventuale prezzo maggiore in alcuni casi si ottiene un risparmio legato alla migliore efficienza ambientale del prodotto verde, quindi un costo complessivo più basso.
Riguardo al monitoraggio le informazioni raccolte sono tuttora frammentate e viene espressa la difficoltà a qualificare un bando come “verde”.
Tra le iniziative messe in atto per la promozione del GPP la formazione degli addetti agli acquisti è quella più diffusa e viene effettuata attraverso una serie di strumenti quali: i seminari o laboratori; i servizi di assistenza tecnica e supporto per le PA del territorio; le linee Guida per gli enti locali e il Toolkit. Le criticità riscontrate nell’applicazione del GPP sono principalmente: le difficoltà tecniche nella redazione di bandi verdi; i CAM di difficile inserimento nella documentazione del bando; la mancanza di obbligatorietà del GPP; la limitata adozione dei CAM a poche categorie di beni e servizi; il quadro normativo non chiaro circa l’organizzazione degli acquisti (stazioni appaltanti, ruolo di CONSIP); la limitata applicazione del monitoraggio; la risposta non sufficiente del mercato (fornitori non qualificati, prezzi elevati, poca chiarezza su caratteristiche ambientali di beni e servizi).
Per approfondire e scaricare l’indagine vai alla sezione delle iniziative sul GPP.