Qual è la distanza per piantare alberi dal confine e quando si fa l’usucapione

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La distanza per piantare alberi dal confine del vicinato è indispensabile per non incorrere a problemi. Purtroppo non tutti sanno (anzi, ben pochi), che esistono delle limitazioni da rispettare obbligatoriamente. Quindi qual è il metro di misura da dover attuare? E quando si fa l’usucapione?

Per conoscere la distanza esatta tra un albero e un altro, occorre distinguerli in due tipologie: quelli ad alto e quelli a basso fusto. Nel primo caso, la distanza minima dal confine dev’essere pari a 3 metri. Mentre per quelli a basso gusto le dimensioni sono più ridotte, con una distanza di almeno 1 metro e mezzo.

Piantare degli alberi mantenendo certe distanze è un obbligo. Non è possibile scegliere a proprio piacimento dove piantare gli alberi e farli troppo ravvicinati tra loro o addirittura, violando la legge riguardo al confine massimo con il vicinato.

La normativa è stata stipulata per evitare che gli alberi possano arrecare danni al vicinato, qualora esso sia troppo vicino. Ad esempio, in caso di maltempo e raffiche di vento, il rischio potrebbe essere quello di provocare la caduta di un albero e rompere le finestre di casa.

Oppure ancora, un albero troppo grande potrebbe togliere luce, sole e aria presso l’appartamento del vicino. Dunque la distanza serve ad evitare tutti quegli eventi che potrebbero infastidire e creare enormi disagi al vicinato.

Se ciò non venisse rispettato, il vicino ha tutto il diritto di far tagliare o estirpare la pianta. A questo punto inevitabilmente il tribunale darà ragione al vicino, facendo perdere la proprietà dell’albero e la sua piantagione solo per non aver rispettato le adeguate distanze.

Il diritto di usucapione sugli alberi a confine

Il diritto di usucapione potrebbe verificarsi qualora per vent’anni nessun vicino obietti la presenza degli alberi. Altresì, è possibile avvalersi di tale diritto solo se per tutta quest’ultima durata (20 anni), il vicino sia sempre lui, infatti se cambiasse nel tempo allora avrebbe tutto il diritto di far abbattere gli alberi piantati.

Infine, possiamo dire il diritto di usucapione aiuterà a lasciar gli alberi o l’albero (qualora non si presenti alcuna richiesta di rimozione o obiezione) nell’esatto posto in cui è stato piantato originariamente.

La distanza da rispettare tra un albero e un altro, così come quella tra un albero e il confine del vicinato, è un segno di rispetto non solo nei confronti del vicino, ma soprattutto verso gli alberi stessi per evitare che vengano abbattuti inutilmente.

Cosa dice il Codice Civile sugli alberi a confine di alto e basso fusto

Per chiarire quanto disposto dall’articolo 892 del Codice Civile, vengono definiti alberi ad alto fusto tutti quelli che posseggono un fusto d’altezza notevole (diviso in rami o semplice poco importa). Nello specifico: i cipressi, i pioppi, i castagni, i platani, i noci, i pini, le querce e gli olmi.

Gli alberi a basso fusto invece, sono quelli il cui fusto è alto meno di 3 metri. Infine quelli a mezzo metro riguardo le siepi vive, le viti, gli arbusti e le piante da frutto che non sono alte più di 2 metri e mezzo.

A tal proposito va detta una cosa importanza, la distanza di quest’ultimi dev’essere di un metro nel caso in cui le siepi siano di castano, di ontano o altre piante di origine simile che vanno troncate in determinati periodi.

Mentre si applica di un distanziamento di due metri per le siepi di robinie.

Va detto inoltre, che potrebbero sussistere casi in cui nonostante non vi sia una distanza legale, il vicinato potrebbe vedersi rifiutare la proposta di estirpare gli alberi in quanto essi potrebbero esser stati piantati per “esigenze pubblicistiche“ e dunque aver il diritto di avere una distanza inferiore a quella prevista dalla legge.