Sistemi PLC, cosa sono e come funzionano? La parola agli esperti

Il PLC – controllore logico programmabile – è un sistema utilizzato all’interno degli impianti elettrici industriale per rendere i processi di lavorazione automatizzati. Scopriamo insieme cosa sono nel dettaglio e come funzionano.

Come funzionano i sistemi PLC?

I sistemi PLC sono stati studiati al fine di automatizzare i vari processi di lavorazione che fanno parte degli impianti elettrici automatizzati. Un professionista del settore che sa utilizzare questi sistemi è di grande valore soprattutto quando si verifica un blocco nella lavorazione e produzione.

Vediamo la composizione e il funzionamento anche nei sistemi plc progettati da Telmotor: osservando con attenzione si potrà notare un dispositivo elettronico avanzato per le industrie, specializzato nel controllo e gestione dei vari processi industriali.

Il PLC è similare ad un computer, considerando che i suoi componenti siano di base gli stessi. Naturalmente la sua grandezza è al pari degli spazi in cui deve essere posizionato, per questo motivo – a differenza di un normale Personal Computer – potrebbe essere più compatto e leggero.

Quali sono i componenti di un PLC

Partendo dalla parte hardware di un PLC i suoi componenti principali sono:

  • Alimentatore che è utilizzato principalmente per fornire l’energia necessaria alle schede interne, con una potenza da 12/24V
  • CPU che è il cervello, la base da dove parte tutto quanto. Da qui vengono ricevute le istruzioni e interpretate per poi essere concretizzate. Non solo, infatti la CPU si occupa anche di far comunicare le schede e trasferire i dati al mondo esterno
  • Schede di ingresso e analogiche
  • Schede di comunicazione che fungono da tramite per poter comunicare con gli altri computer o dispositivi che sono presenti nell’impianto industriale.

Un PLC si nota perché è similare ad una piccola scatola rettangolare con all’interno tutte le risposte e le indicazioni per la propria mission aziendale. Le tipologie principali sono due:

  • I compatti che hanno un numero definito di entrate e uscite. Queste non possono essere aumentate in alcun modo.
  • I modulari che possono invece diminuire o aumentare le uscite e gli ingressi in base alle proprie necessità.

Se questa è la parte Hardware del sistema, anche la parte software è di notevole importanza. Ogni PLC ha un suo sistema operativo che viene definito dalla casa produttrice. Vengono sviluppati vari linguaggi di programmazione per utilizzare i programmi dell’azienda e lavorare in maniera continuativa – senza alcun intoppo.

Ma cosa sono i linguaggi di programmazione? Un PLC può essere utilizzato solo da un professionista del settore che conosce determinati tipi di linguaggio:

  • SFC diagramma funzionale sequenziale
  • LD linguaggio a contatti
  • FBD diagramma  blocchi funzionali

Questi sono i linguaggi grafici che si uniscono a quelli testuali:

  • IL ovvero la lista di istruzioni
  • ST ovvero testo strutturato

Il linguaggio di programmazione più utilizzato è il LADDER, chiamato anche il linguaggio a contatti. L’operatore è in grado di convertire la logica del funzionamento di uno schema elettrico con uno schema LADDER al fine che il PLC possa interpretarlo.

Per fare questo bisogna essere in grado di utilizzare i vari simboli logici che corrispondono ai segnali che si trovano in uscita e in ingresso.